mercoledì 20 giugno 2007
"Quis custodiet ipsos custodes?" (Giovenale)
http://www.beppegrillo.it/2007/06/federico_aldrov.html
NON mi sono chiesto perché a suo tempo nessun telegiornale, quotidiano, o organo di informazione d' Italia non abbia dato spazio alla vicenda. NON mi sono chiesto perché l'allora Presidente della Repubblica, il Presidente del Consiglio, i ministri, uno straccio di parlamentare, o un capo della Polizia si sia indignato e scusato dei gravissimi fatti accaduti quel 25 Settembre 2005.
NON me lo sono chiesto.
NON me lo sono chiesto perché sono italiano. E, purtroppo, ci sono abituato.
E so perché niente di tutto questo è avvenuto.
NON è avvenuto perché questa, è , da quasi quarant'anni a questa parte, una Repubblica che nasconde, che nega, che dimentica.
Ci hanno fatto abituare a TUTTO: Piazza Fontana, l' Italicus, Ustica, le stragi mafiose, la P2, l'omicidio di Pinelli.
Non solo: ce li hanno fatti dimenticare.
L'abuso di potere, è, a mio modesto parere, uno degli atti più vili , schifosi e deprecabili che si possano commettere. E' la tramutazione dell'uomo in bestia: quando chi è pagato per proteggere picchia, insulta, uccide non ha dentro di sé più niente di umano.
Fa molto male vedere come in questo paese certe abitudini siano molto dure a morire.
SE chi ha commesso il fatto possedesse una coscienza, si sarebbe già autodenunciato.
mercoledì 13 giugno 2007
Vivere
voglio dire, dormivo soltanto
mi svegliai con una mosca sul gomito e
chiamai la mosca Benny
poi l’uccisi
e poi m’alzai per guardare
nella cassetta della posta
e c’era una specie di avviso
del governo
ma siccome non c’era nessuno tra i cespugli
con la baionetta
lo straccai
e tornai a letto a guardare il soffitto
e pensai: questo mi piace proprio,
voglio starmene qui sdraiato per altri dieci
minuti
e rimasi lì sdraiato per altri dieci minuti
e pensai:
è assurdo, ho tante cose da fare
ma voglio starmene qui sdraiato per un’altra
mezz’ora
e mi stirai
mi stirai
e guardai il sole tra le foglioline di un albero
fuori, e mi vennero pensieri meravigliosi,
non mi vennero pensieri immortali,
e quello fu il momento migliore
e cominciò a far caldo
e buttai via le coperte e dormii -
ma un sogno maledetto:
ero ancora sul treno
per le solite 5 ore di viaggio su e giù fino all’ippodromo,
seduto accanto al finestrino,
davanti al solito oceano malinconico, con la Cina laggiù che
m’insinuava
bizzarrie nel fondo del cervello,
e poi qualcuno sedette accanto a me
e parlò di cavalli
una naftalina di parole che mi sventrarono
come la morte, e poi ero là
di nuovo: i cavalli che correvano come una cosa vista
su uno schermo e i fantini pallidissimi in viso
e non contava chi vinse
alla fine e tutti lo sapevano,
il viaggio di ritorno fatto in sogno era lo stesso
della realtà:
neri pesi di notte tutt’intorno
alle stesse montagne vergognose
d’essere là, e ancora il mare, ancora
il treno come un gallo che passa la cruna
d’un ago
e mi toccò d’alzarmi per andare al gabinetto
e non avevo voglia di andare al gabinetto
perchè qualcuno aveva gettato, qualche minchione aveva
gettato della carta
nel cesso, ingorgandolo di nuovo,
e quando tornai fuori
nessuno aveva altro da fare che guardare
la mia faccia
e io sono così stanco
che lo sanno quando mi guardano in faccia
che li
odio
e allora odiano me
e vorrebbero ammazzarmi
ma non lo fanno.
mi svegliai ma siccome non c’era nessuno
vicino al letto
per dirmi che
sbagliavo
dormii ancora
un po’,
questa volta quando mi svegliai
era quasi
sera, la gente tornava dal lavoro,
mi alzai e sedetti su una seggiola a guardarli.
non avevano una gran bella cera.
anche le ragazzine non erano così attraenti come quando
erano partite.
e arrivarono gli uomini: sicari, assassini, ladri, truffatori,
di qualunque mascherone mai ideato.
trovai un ragno nell’angolo e l’uccisi
con la scopa.
guardai la gente ancora per un po’ e poi mi stancai e smisi
di guardare e mi feci due uova fritte e sedetti a tavola
con un pezzo di pane e annaffiai il tutto con un goccio di tè.
stavo bene.
poi feci un bagno e tornai
a letto.
Charles Bukowski (1920-1994)
A Demetrio Stratos, di cui oggi ricorre il 27° anniversario della morte
martedì 12 giugno 2007
La grettezza
Publilio Siro
E' una delle caratteristiche più diffuse ed al contempo ignobili del nostro tempo, e ne ho avuto la prova tangibile.
Col mio gruppo siamo stati a suonare ad un locale di cui non farò il nome, dirò solo che inizia per Be e finisce con Bop.
Siamo arrivati puntuali per montare, anzi in anticipo, in cinque abbiamo bevuto quattro birre e tre bottigliette d'acqua. Abbiamo suonato gratis, ovviamente. A noi dei soldi non importa poi molto, e sto cominciando a pensare che probabilmente è meglio così. Abbiamo suonato un paio d'ore, s'è fatto un po' di macello, è vero, ma facciamo hard rock, non musica da camera. E non è che non avessimo consegnato loro il nostro cd. All'una abbiamo smontato, s'è rimesso la roba in macchina e siamo venuti via.
Ora: se ti porto cinquanta persone circa nel locale, che forse non sono moltissime, ma nemmeno poche, non ti rompo il cazzo per nulla nonostante tu abbia fatto storie a darmi da bere un cocktail, NON puoi rompere le palle alla gente perché dopo che ha finito la birra non ti fa la seconda consumazione.
Sei una brutta persona.
Che gestisce un locale di merda, per altro. Mi auguro che continuino così, a pagare quelli che gli vanno a suonare musichette patetiche senza un minimo di ritegno, e che vengano chiusi da carabinieri per schiamazzi notturni il giorno della serata tributo a Tiziano Ferro. Cazzo quando è troppo è troppo.
mercoledì 6 giugno 2007
Arredamento svedese
"Avevo giurato di non parlare d'arredamento in questo sito. Mi pareva scorretto....faccio di mestiere l'architetto e sparlare di arredamento non era proprio un gesto elegante. Ma naturalmente l'inferno è lastricato di buone intenzioni, e anche io oggi partecipo alla costruzione del lastrico luciferino...
IKEA.... il paradiso del fai da te in pino di svezia...tutta la casa in un megaspazio, prezzi bassi, sentieri di frecce, un "mai più senza" che contagia. Case arredate tutte uguali, la cui sola differenza consiste nell'essere più bravi nel montaggio. Prodotti politically correct, ecological correct, economical correct, non c'è che dire.
E TU...tu in questa casa sei un elemento estraneo. Cosa c'è di te qui? Quale ricordo in quella splendida libreria sbilenca a 49,99? Quale sentimento su quell'attaccapanni a pomi colorati?
Noi abbiamo un grande vizio: abbiamo l'esigenza di stipare mobili nelle nostre case. Il vuoto ci fa paura più che la solitudine eterna amorosa. Non sopportiamo di non avere una madia, un divano, una scansia. Arredare arredare arredare riempire riempire riempire.
Fermatevi!!!!!
Convertitevi!!!!!!!
Ikea ha prodotti standardizzati, abbastanza ben fatti, dal prezzo molto ragionevole. Il montaggio è tutto sommato semplice, a volte la confezione della ferramenta necessaria è scarso, come pure le istruzioni. Cosa manca?
Manca l'anima.
Arredare la vostra casa è come costruire la vostra vita. Ci vogliono anni. Ci vuople la conoscenza di voi stessi, senza tabù e senza reticenze. Il miglior architetto non potrà mai conoscervi. Voi sì.
Se il vostro salotto manca di un divano non uscite a comprarlo come se dovesse finire il mondo e voi volete essereci con un divano. Cercatelo. Ci voglion due mesi? E chi se ne frega? Il divano dovrà accogliervi, cullarvi, dovrà far l'amore con voi e la vostra donna, dovrà far saltare i vostri bambini e far nascondere il vostro gatto, dovrà consolare il vostro amico e far piangere la vostra amica quando lui, bastardo se ne è andato di casa con la pollastra coscialunga. Dovrà essere caldo, dovrà essere facile da pulire, dovrà chiamarvi dal negozio, dovrà riconoscervi e voi riconoscere lui. Può essere nuovo o usato, d'epoca o high tech...non importa. Lo riconoscerete fra mille. Solo allora lo farete entrare in casa vostra. E se nella stanza ci sarà solo lui...non importa. Il divano non si sentirà solo, ma vorrà intorno oggetti e persone che con lui si accordano, scelti con pazienza e cura, con tempo a disposizione. Amerà i vostri libri per terra ma deperirà se stiperete librerie insulse che non si accordano con voi e con lui. Si inaridirà.
E prima di tutto scegliete la VOSTRA illuminazione. Progettatela come se da lei dipendesse la vostra vita...perchè è così. Un lampadario in cucina è assolutamente inutile se le lasagne le prepari su quel tavolo di marmo di tua nonna. Illumina lì, non il centro della stanza.
Se leggi in bagno osa una scansia di libri proprio in bagno. La casa serve te, non te lei.
E uscite per mercatini, riscoprite i rigattieri e il mercato dell'usato, curate il corniciaio e il negozio di piante. NON comprate riviste di arredamento. NON pendiate dalle labbra di architetti. NON perdetevi all'IKEA.
Ricordatevi delle vostre radici...se siete toscani la vostra casa dirà che siete toscani, deve dirlo. Una sedia impagliata, un niente che ricordi il vostro territorio vale più di mille quadri insulsi alle pareti.
Ciao ragazzi.... "
Ecco. Era esattamente questo.
martedì 5 giugno 2007
Le vacanze e il termometro
Dopo aver letto questo:
http://www.ansa.it/ambiente/notizie/notiziari/acqua/20070516111134301139.html
sono sicuro di potermi fidare dei termometri siracusani, non è di certo il mercurio a mancar loro....