mercoledì 6 giugno 2007

Arredamento svedese

Personalmente non ho mai avuto niente contro Ikea, ma neanche trovato molto di affascinante in essa, a parte il prezzo estremamente competitivo. Eppure ha sempre avuto qualcosa che non mi convinceva più di tanto. Poi,girando su internet, sul sito www.ciao.it , ho trovato il commento di un' utente (teamlaura che spero non me ne abbia se riporto qualcosa di suo), che ha scritto questo:

"Avevo giurato di non parlare d'arredamento in questo sito. Mi pareva scorretto....faccio di mestiere l'architetto e sparlare di arredamento non era proprio un gesto elegante. Ma naturalmente l'inferno è lastricato di buone intenzioni, e anche io oggi partecipo alla costruzione del lastrico luciferino...
IKEA.... il paradiso del fai da te in pino di svezia...tutta la casa in un megaspazio, prezzi bassi, sentieri di frecce, un "mai più senza" che contagia. Case arredate tutte uguali, la cui sola differenza consiste nell'essere più bravi nel montaggio. Prodotti politically correct, ecological correct, economical correct, non c'è che dire.
E TU...tu in questa casa sei un elemento estraneo. Cosa c'è di te qui? Quale ricordo in quella splendida libreria sbilenca a 49,99? Quale sentimento su quell'attaccapanni a pomi colorati?
Noi abbiamo un grande vizio: abbiamo l'esigenza di stipare mobili nelle nostre case. Il vuoto ci fa paura più che la solitudine eterna amorosa. Non sopportiamo di non avere una madia, un divano, una scansia. Arredare arredare arredare riempire riempire riempire.
Fermatevi!!!!!
Convertitevi!!!!!!!
Ikea ha prodotti standardizzati, abbastanza ben fatti, dal prezzo molto ragionevole. Il montaggio è tutto sommato semplice, a volte la confezione della ferramenta necessaria è scarso, come pure le istruzioni. Cosa manca?
Manca l'anima.
Arredare la vostra casa è come costruire la vostra vita. Ci vogliono anni. Ci vuople la conoscenza di voi stessi, senza tabù e senza reticenze. Il miglior architetto non potrà mai conoscervi. Voi sì.
Se il vostro salotto manca di un divano non uscite a comprarlo come se dovesse finire il mondo e voi volete essereci con un divano. Cercatelo. Ci voglion due mesi? E chi se ne frega? Il divano dovrà accogliervi, cullarvi, dovrà far l'amore con voi e la vostra donna, dovrà far saltare i vostri bambini e far nascondere il vostro gatto, dovrà consolare il vostro amico e far piangere la vostra amica quando lui, bastardo se ne è andato di casa con la pollastra coscialunga. Dovrà essere caldo, dovrà essere facile da pulire, dovrà chiamarvi dal negozio, dovrà riconoscervi e voi riconoscere lui. Può essere nuovo o usato, d'epoca o high tech...non importa. Lo riconoscerete fra mille. Solo allora lo farete entrare in casa vostra. E se nella stanza ci sarà solo lui...non importa. Il divano non si sentirà solo, ma vorrà intorno oggetti e persone che con lui si accordano, scelti con pazienza e cura, con tempo a disposizione. Amerà i vostri libri per terra ma deperirà se stiperete librerie insulse che non si accordano con voi e con lui. Si inaridirà.
E prima di tutto scegliete la VOSTRA illuminazione. Progettatela come se da lei dipendesse la vostra vita...perchè è così. Un lampadario in cucina è assolutamente inutile se le lasagne le prepari su quel tavolo di marmo di tua nonna. Illumina lì, non il centro della stanza.
Se leggi in bagno osa una scansia di libri proprio in bagno. La casa serve te, non te lei.
E uscite per mercatini, riscoprite i rigattieri e il mercato dell'usato, curate il corniciaio e il negozio di piante. NON comprate riviste di arredamento. NON pendiate dalle labbra di architetti. NON perdetevi all'IKEA.
Ricordatevi delle vostre radici...se siete toscani la vostra casa dirà che siete toscani, deve dirlo. Una sedia impagliata, un niente che ricordi il vostro territorio vale più di mille quadri insulsi alle pareti.
Ciao ragazzi.... "

Ecco. Era esattamente questo.

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