"Il peggior analfabeta è l'analfabeta politico.Lui non sente, non parla, né partecipa degli avvenimenti politici.
Lui non sa che il costo della vita, il prezzo dei fagioli, del pesce, della farina, dell'affitto, delle scarpe e delle medicine dipendono dalle decisioni politiche.
L'analfabeta politico è talmente asino che si inorgoglisce, petto in fuori, dicendo che odia la politica.
Non sa, l'imbecille, che dalla sua ignoranza politica nasce la prostituta, il minore abbandonato, l'assaltante e il peggiore di tutti i banditi...che è il politico corrotto e leccapiedi delle imprese nazionali e multinazionali."
Brecht
Ad ormai sette giorni dal discussissimo V-Day organizzato da Beppe Grillo al quale hanno partecipato diverse migliaia di persone, e che ha raccolto più di trecentomila firme, mi sento di dire la mia sulla politica.
Attenzione, sulla politica, non sul V-Day.
I nostri politici sono diventati , dopo tangentopoli, e dopo gli anni novanta, una classe in cui molti italiani non credono, e a ragione. In Italia è infatti la politica diventata un problema da delegare: la gente non partecipa più in alcun modo. Questo ha permesso che si creassero delle realtà non accettabili sotto nessun serio punto di vista, indipendentemente dagli ideali che ognuno di noi ha, che trattano la questione come se fosse pubblicità, come una squallida lezione di marketing per accontentare più persone possibile con le baggianate che promettono.
Tutto questo non è, mio avviso, accettabile.
La politica è una questione molto più nobile e molto più seria di chi ci rappresenta al momento in parlamento.
Si tratta di partecipare tutti i giorni attivamente alle questioni che ci riguardano come collettività, come paese, ovvero, come diceva Gaber, non di FARE politica, ma di ESSERE politici. Questo è l'unico modo per poter cambiare le cose, visto che non ne possiamo più (e le firme del V-Day, raccolte in una sola giornata, lo hanno ampiamente dimostrato) di coloro che abbiamo delegato non, come dovrebbe essere, a rappresentarci , ma a pensare per noi.
P.S.: la cosa più fastidiosa post v-day sono stati i commenti di giornalisti servi di partito, come il signor Scalfari , che ci hanno vomitato addosso la loro unica verità inappellabile sull'universo intero e che, indipendentemente da come la si pensi su Grillo e sul V-Day, un sonoro vaffanculo se lo meritano e se lo sarebbero meritato già da diverso tempo.
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